Workshop tematici: tavoli di dibattito di un’ora e trenta (30 minuti per la relazione iniziale e 60 di confronto) su temi specifici che coinvolgeranno tutte le figure professionali coinvolte durante il Festival.

Una formula innovativa per dare l’occasione di conoscere e approfondire con l’aiuto di uno o più relatori esperti, in maniera attiva e compartecipata, le tematiche calde della trasformazione digitale che il settore primario, dalla gestione del rischio all’agricoltura di precisione e non solo, sta vivendo.

Ogni partecipante avrà la possibilità di seguire i workshop, a seconda del proprio interesse, (previa indicazione in fase di registrazione) lasciandosi “contaminare” da diversi momenti formativi e creando una presenza attiva all’interno dei diversi tavoli al fine di favorire condivisione di idee e stimolare progetti innovativi.

WORKSHOP

Workshop 1: TEDx, esempio di trasferimento di cultura. Il caso dell’agricoltura digitale
Responsabili del tavolo: Evelyn Leveghi (TEDx) e Francesco Pirotti (Università di Padova)
A cura di Paola Pietropoli (Asnacodi Italia), Marco Parolini (Motylab)

TED è una comunità globale dedicata alle idee che meritano di essere diffuse. Nel 1984 negli USA è stato realizzato il primo evento con il fine di incontrare e condividere idee tra innovatori e pionieri nei campi della Tecnologia, dell’Entertainment e del Design. La conferenza annuale TED si tiene a Vancouver e invita i migliori pensatori e creatori del mondo. Tedx, in tutto il mondo, in modo indipendente si propone di riunire il pubblico per vivere un’esperienza simile a quella che si sperimenta con TED continuando a promuovere e condividere idee ed esperienze innovative localmente. Oggi le conferenze TEDx organizzate in tutto il mondo hanno generato un flusso di idee seguite da tutta la popolazione mondiale. L’agricoltura, e quella digitale in particolare, hanno una necessità continua di innovare, di un nuovo approccio sinergico che sappia e si faccia contaminare da idee provenienti da tutti i settori dell’economia. L’agricoltura del presente e del futuro deve essere sempre più smart, efficiente e sostenibile. Per raggiungere questi obiettivi, quali sono gli approcci e le strategie che possono essere perseguite in un percorso di continua evoluzione che deve seguire l’agricoltura? Come la filosofia e la scuola di pensiero alla base di TEDx può aiutare l’agricoltura a continuare il suo percorso verso la digitalizzazione e i suoi obiettivi smart?

Workshop 2: Territorio, agricoltura e strumenti di gestione del rischio nell’era digitale
Responsabili del tavolo: Maria Chiara Zaganelli (Ismea) e Gianluca Lelli (Confederazione Nazionale Coldiretti)
A cura di: Steno Fontanari (Enogis), Fernando Galvan (Asnacodi Italia), Gianluca Ferrari (Hypermeteo), Nicola Cracchi Bianchi (Dedagroup/Hyghlander), Marco Cristoforetti (Fondazione Bruno Kessler), Alessandro Zorer (Delta Informatica)

L’innovazione digitale è al servizio della gestione del rischio, ma più in generale è a servizio di un nuovo modo di fare agricoltura nonché di gestione e di presidio del territorio. L’agricoltura e gli agricoltori hanno a disposizione una mole importante di dati e di informazioni (dati del fascicolo aziendale, dati meteo-climatici, dati della mappa dei suoli) ma può non essere facile mettere insieme questi dati e costruire percorsi virtuosi con gli agricoltori. Partendo dall’analisi di vocazionalità del terreno sino alla raccolta di informazioni sulle coltivazioni e passando attraverso l’integrazione di database, possiamo riuscire a finalizzare l’ottimizzazione dei mezzi tecnici e sistemi di difesa attiva. Questo contribuisce, da un lato, ad avere un minore impatto sull’ambiente e, dall’altro, a ridurre i rischi, anche quelli per i quali si sviluppano le soluzioni di gestione del rischio. Si pensi, ad esempio, alle analisi del terreno e dei dati meteo storici per verificare l’idoneità di una zona a una certa coltura. Anche questo contribuisce a ridurre i rischi. L’obiettivo del tavolo è individuare tutte le soluzioni e gli strumenti digitali che possono contribuire a ridurre i rischi per l’ambiente e l’agricoltura e conseguentemente per rafforzare la sostenibilità e competitività degli strumenti di gestione del rischio.

Workshop 3: Fondo AgriCat e soluzioni smart
Responsabili del tavolo: Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea) e Umberto Guidoni (ANIA)
A cura di: Marica Sartori (Co.Di.Pr.A.), Francesco Morari (Università di Padova), Massimo Fedrizzi (La Finanziaria Trentina), Sara Landini (Università di Firenze), Alessandro Tosi (UniCredit), Marco Carrara (Asnacodi Italia)

Il Fondo AgriCat è la nuova soluzione di gestione del rischio introdotta dalla nuova PAC (2023-2027) per offrire a tutte le imprese del Paese una soluzione di base, anche se non semplicistica, per far fronte ai danni da avversità catastrofali (gelo, alluvione, siccità). Il Fondo AgriCat vede la partenza della sua sperimentazione in questi primi mesi del 2022 a opera di Ismea. Il costo di partecipazione per gli agricoltori italiani è coperto per il 70% dal contributo della politica di sviluppo rurale e per il rimanente 30% da un prelievo praticato al momento della erogazione dei pagamenti diretti spettanti nell’anno di domanda. In questo modo si cerca di perseguire molteplici obiettivi: garantire una copertura di base a tutti gli agricoltori, per eventi per cui spesso si interviene col fondo di solidarietà nazionale; favorire il raggiungimento di condizioni di equilibrio del sistema delle assicurazioni agevolate; diffondere la conoscenza e l’uso delle pratiche di copertura dei rischi da parte di tutti gli agricoltori, cercando di correggere l’eccessiva concentrazione territoriale. Obiettivo del tavolo è indagare le soluzioni, che i partner pubblico e privati, stanno mettendo a terra per essere pronti con lo strumento il primo gennaio 2023. Costituiscono punti fondamentali di attenzione la modalità di funzionamento del fondo, l’interazione tra lo strumento e gli strumenti della gestione del rischio già attivati, la portata della necessaria collaborazione tra partner pubblici (ISMEA, SIN, ecc..) e privati (Compagnie di Assicurazione, Condifesa, ecc.).

Workshop 4: Certigraf
Responsabili del tavolo: Giorgio Canocchi (Bluarancio) e Corrado Bridi (ITAS Mutua)
A cura di: Paolo Spagna (Asnacodi Italia), Loris Bonato (ITAS Mutua), Giovanni Follador (Coordinamento periti nazionale), Luca Giletta (GI&BI), Davide Bacchetti (Asnacodi Italia), Marco Sittoni (Università Cattolica di Milano)

Digitalizzare è oggi più che mai la parola d’ordine per qualsiasi settore economico, incluso quello dell’agricoltura. La piattaforma CERTIGRAF è stata realizzata per consentire, in maniera del tutto digitale, la compilazione e la gestione di un pre-certificato e dei bollettini di liquidazione comprensivo delle informazioni grafiche, finalizzato alla copertura assicurativa o mutualistica e più in generale la digitalizzazione del processo amministrativo completo. Il sistema è sviluppato in modo da consentire di realizzare il pre-certificato attraverso l’acquisizione dei dati del fascicolo grafico, del PAI, dei certificati assicurativi degli anni precedenti, dei dati satellitari delle produzioni, ecc. Il tutto con un sistema usufruibile da pc o App (web based application usufruibile anche da mobile). L’implementazione a regime consentirà notevoli semplificazioni nell’accesso agli strumenti da parte degli agricoltori, e altresì di prevenire errori e anomalie che in passato si sono rivelate causa di molteplici ritardi nella liquidazione dei contributi pubblici. L’obiettivo del tavolo è indagare lo statuto di attuazione della piattaforma, che ha visto la sua prima sperimentazione nel 2022, ma soprattutto verificare quali percorsi e quali tempistiche realizzare per una perfetta integrazione con tutte gli altri attori che intervengono nella filiera assicurativa/mutualistica e nell’iter per l’ottenimento del contributo pubblico. È quindi necessario approfondire gli aspetti di interazione e di interscambio con intermediari/compagnie ma soprattutto con la Pubblica Amministrazione.

Workshop 5 Potenzialità nell’utilizzo di satelliti e rilevamento da terra
Responsabili del tavolo: Francesco Pugliese (Bonifiche Ferraresi) e Andrea Sartori (Fondazione HIT)
A cura di Manfred Pechlaner (Condifesa Bolzano), Livio Rossi (EGEOS), Matteo Secchi (Cavit), Mariapina Castelli (Eurac), Fabio Volpe (Egeos), Cesare Furlanello (Orobix Life – HK3Lab)

Le nuove tecnologie di produzione e trattamento delle immagini, quali quelle connesse ai satelliti Sentinel di Copernicus, costituiscono un potenziale punto di svolta nel monitoraggio della Politica Agricola Comune e offrono dati, informazioni e quindi potenziali vantaggi per gli agricoltori e l’ambiente. L’agricoltura e con sé il comparto della gestione del rischio possono cogliere notevoli opportunità dall’impiego efficiente dei dati satellitari. Ne sono un esempio le polizze parametriche o Index based ma molteplici sono gli utilizzi in campo agricolo dei dati derivanti dai rilevamenti a terra e dall’utilizzo dei satelliti. Partendo dalle prime esperienze con le polizze Index based che sono totalmente digitalizzate e che consentono una valutazione dei danni grazie a foto satellitari e algoritmi, l’obiettivo del tavolo è di indagare gli effettivi sviluppi di tali strumenti approfondendo opportunità e criticità, tenendo come riferimento gli obbiettivi della PAC, senza dimenticare di approfondire le altre applicazioni delle nuove tecnologie dalle quali l’agricoltura può trarre beneficio.

Workshop 6: Hub Innovation e web tv per trasferire la conoscenza
Responsabili del tavolo: Simone Cerroni (Università di Trento)
A cura di: Stefano Cavanna (Asnacodi Italia), Pietro Bertanza (Agriduemila Hub Innovation), Pompeo Viganò (Delta Informatica), Graziano Angeli (Trentino Tv), Emanuele Laurenzi (Fondazione Ania), Luca Pianesi (Il Dolomiti), Paola Grassi (Delta Informatica)

Obiettivo del nostro sistema deve essere quello di aumentare il trasferimento di conoscenze agli agricoltori sull’esistenza e la comprensione degli strumenti di gestione del rischio e prima ancora sulla corretta percezione dell’effettivo rischio. Siamo quello che comunichiamo e oggi l’investimento in comunicazione diventa prioritario e fondamentale se vogliamo ampliare notevolmente la platea dei soggetti assicurativi. Il mondo in cui oggi viviamo, e così anche gli agricoltori, è però un mondo digitale, dove anche gli imprenditori agricoli sono iperconnessi. Devono essere quindi individuati tutti i canali di connessione con i potenziali interessati affinché il messaggio, oggi sempre più importante sulla centralità della gestione del rischio, non rimanga inascoltato. Obiettivo del tavolo è indagare la natura e la portata del messaggio che deve arrivare agli imprenditori agricoli e i mezzi con i quali quel messaggio deve essere consegnato. Gli strumenti tradizionali arrancano, la modalità di comunicazione evolve velocemente, il nostro comparto deve stare al passo con i tempi e tenere conto di tutti i fenomeni che stanno caratterizzando il mondo della comunicazione. Affrontare il tema delle nuove potenzialità di “connettere network”, di condividere digitalmente servizi, dati e supporti digitali, dei social, ecc. anche nell’ambito dell’interscambio informazioni, della comunicazione e del trasferimento della conoscenza nel comparto agricolo e nei Condifesa diventa fondamentale e prioritario.

Workshop 7: Fondo IST, semplificazione e trasferimento di conoscenza
Responsabili del tavolo: Lorenzo Belcapo (Confederazione Nazionale Coldiretti) e Samuele Trestini (Università di Padova)
A cura di Filippo Codato (Asnacodi Italia), Giorgio De Ros (Fondazione Edmund Mach), Giacomo Broch (Federazione provinciale allevatori).

I Fondi IST sono uno strumento di gestione del rischio con una straordinaria portata sia in termini di obiettivi da raggiungere per il comparto agricolo (stabilizzazione del reddito aziendale delle imprese agricole) sia di vantaggio economico per gli agricoltori (contribuzione comunitaria al 70% sulla spesa ammessa). L’introduzione dei Fondi IST nell’ambito della PAC, e conseguentemente quale misura del PSR, avrebbe dovuto raggiungere l’obiettivo di un allargamento della platea dei soggetti che si avvalgono degli strumenti della gestione del rischio ma la loro implementazione e diffusione a livello nazionale non ha superato alcuni scogli. L’innovazione portata da tali strumenti e in particolare un nuovo paradigma che segna la loro introduzione non ha sempre trovato un livello di conoscenza adeguato nel tessuto agricolo, forse avendo scontato anche inizialmente un sistema di regole non del tutto definite e chiarite. Il sistema nel suo complesso richiede, inoltre, specifiche procedure e metodologie di raccolta e monitoraggio dei risultati economici delle aziende agricole interessate che, con soluzioni intelligenti, devono essere semplificate rispetto all’attuale contesto normativo e regolamentare. Obiettivo del tavolo è indagare i percorsi di semplificazione del meccanismo di funzionamento a beneficio di una maggiore diffusione dello stesso e le strategie di coinvolgimento delle organizzazioni che si occupano di valorizzazione dei prodotti agricoli sul mercato. Lo strumento finanziario deve essere elemento rafforzativo del sistema “mercato” ed esserne a supporto. Filiere, cooperative e altri soggetti è importante che siano partecipi nello sviluppo di IST e che possano rafforzare azioni e attività necessarie alle imprese (investimenti, sviluppi, sostenibilità. ecc.) per promuoverne la competitività e la resilienza agli shock del mercato, e permettere di realizzare una continuità di reddito a copertura degli investimenti con la necessaria tranquillità.

Workshop 8: Servizi meteo-climatici digitali
Responsabili del tavolo: Dino Zardi (Università di Trento – AISAM) e Giuseppina Felice (Regione Emilia Romagna)
A cura di: Gennaro Giliberti (Regione Toscana), Alessandro Bellini (VH ITALIA), Andrea Piazza (Meteotrentino), Paola Grossi (Asnacodi Italia), Stefano Corradini (Fondazione Edmund Mach), Michele Marani (Asnacodi Italia), Andrea Chini (Radarmeteo/Hypermeteo)

In un mondo in cui i fenomeni climatici estremi si presentano con sempre maggior intensità e frequenza, l’informazione meteorologica di precisione diventa una risorsa fondamentale per tutte le organizzazioni e le società. Mentre cambiano le dinamiche del divenire delle città, degli insediamenti industriali e l’approccio con il quale vengono gestiti i territori agricoli e impiegate le risorse energetiche, muta anche il modo in cui l’uomo si confronta e interagisce con le condizioni climatiche. Poter disporre di sistemi completi, dettagliati e accessibili di previsione e analisi meteorologica è alla base dello sviluppo sostenibile del nostro comparto. Dove la ricerca e la tecnologia possono spingersi per fornire dati sempre più precisi e come questi dati possono essere utilizzati per affrontare quello che è oggi un epocale cambiamento climatico. Obiettivo del tavolo è identificare gli sviluppi della meteorologia e climatologia alla luce dell’attuale contesto e alla luce delle esigenze delle imprese agricole, sia come strumento per migliorare la resilienza delle imprese sia come condizione di sviluppo di contratti assicurativi o mutualistici semplificati e parametrici.

Workshop 9: Risk Management, scenari climatici macro e micro economici e soluzioni di protezione attiva e finanziarie integrate nella Gestione del Rischio
Responsabili del tavolo: Felice Adinolfi (Università di Bologna) e Alberto Garinei (Università degli Studi Guglielmo Marconi)
A cura di: Andrea Berti (Asnacodi Italia), Massimiliano Gremes (Melinda), Paolo Sessa (Asnacodi Italia), Stefano Ballerini (Netafim), Massimo Crespi (Radarmeteo/Hypermeteo), Riccardo Sallustio (Università Luiss), Marcello Marconi (Università degli Studi Guglielmo Marconi)

Gli eventi che si stanno susseguendo, in taluni momenti anche estremi e sconvolgenti, impongono di ripensare a certi snodi essenziali del nostro sistema di risk management. Dobbiamo ripensare a un sistema di risk management compatibile con gli attuali scenari climatici, oltre che economici e finanziari. Le nostre imprese sono messe di fronte ai rischi derivanti dal cambiamento climatico, dai rischi di mercato, dai rischi conseguenti alla globalizzazione per arrivare ai rischi derivanti dai più recenti fatti mondiali. In questo contesto, soluzioni singole e/o specifiche non sono più sufficienti e non sono più in grado di dare risposte adeguate alle esigenze delle imprese. Le nostre imprese devono essere consapevoli che i rischi sono molteplici, che le risorse non sono infinite e che devono essere costruiti modelli complessi in cui le soluzioni di gestione del rischio (attive e passive) e quelle finanziarie sono tra loro integrate per consentire di raggiungere livelli di sostenibilità nel medio-lungo periodo, una miglior resilienza delle imprese e adattamento ai contesti mutevoli. L’obiettivo chiaro e finale è quello di salvaguardare il reddito aziendale che può essere messo a dura prova da eventi di natura diversa indagando gli strumenti e le soluzioni già presenti nel nostro comparto, le future evoluzioni e quali possono essere i percorsi di frontiera sui quali pubblico e privato devono concentrarsi con sforzi importanti. Un tema fondamentale sarà la risorsa acqua sempre più preziosa, che con la sua multifunzionalità e multidisciplinarietà rappresenta un fattore chiave in questo processo che attende le nostre imprese, percorso che dovrà tendere all’efficienza di utilizzo. La potenzialità della tecnologia, l’I.A. e le soluzioni 4.0 dovranno essere sfruttate appieno.

Workshop 10: PEI SMS GREEN, bioeconomia circolare
Responsabili del tavolo: Paolo Gerevini (Melinda) e Michele Falce (Novamont)
A cura di: Mario Del Grosso Destreri (Fondazione Edmund Mach), Giorgio Venceslai (Ismea), Luca Lovatti (Melinda), Silvia Silvestri (Fondazione Edmund Mach), Fabrizio Marchionni (SLM – Studio Legale Marchionni & Associati), Roberto Proietti (Asnacodi Italia)

Il progetto PEI SMS Green è un esempio di progetto di bioeconomia circolare. Il progetto ha la finalità di chiudere il cerchio della filiera frutticola relativa alla coltivazione, produzione e trasformazione della mela, applicando i principi della bioeconomia, attraverso l’introduzione di processi tecnologici e gestionali che consentano il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti e dei materiali di scarto e di ammendanti di qualità da restituire al suolo per il ripristino della fertilità e il mantenimento della biodiversità e anche per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una gestione del rischio evoluta non può prescindere dalla massima valorizzazione di tali progetti e dal farne parte integrante. Partendo dall’analisi delle peculiarità di questo progetto il tavolo vuole approfondire gli esempi, le opportunità e le criticità di esperienze che vogliono portare al centro tutti i concetti di sostenibilità (ambientale, sociale, economica) attraverso l’utilizzo di tutte le risorse di un determinato processo. In generale saranno inoltre analizzate le potenzialità dei Partenariati, innovativo sistema di finanziamento di idee progettuali caratterizzati da partecipazione nel gruppo di lavoro di soggetti del mondo ricerca e scientifico, di facilitatori di trasferimento dei risultati, di soggetti sensibilizzatori e, non da ultimo, dei soggetti ai quali l’innovazione è rivolta. Questa conformazione del gruppo operativo favorisce la definizione di obiettivi utili sviluppati con approccio scientifico e immediatamente applicabili nel tessuto economico.

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